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Stadio

 

*Il campo polisportivo comunale di Baldenich viene inaugurato ufficialmente il 9 dicembre 1956 con una amichevole di lusso che vede opposto l’undici gialloblù nientemeno che all’Udinese. Le zebrette friulane, che in quella stagione otterranno il quarto posto alle spalle di Milan, Fiorentina e Lazio, con il secondo miglior attacco del campionato appena dietro a quello dei rossoneri campioni d’Italia, si impongono 4-0 senza spingere troppo.

Della necessità di dotare la città di Belluno di un nuovo campo sportivo idoneo, anche per poter restituire quello di Piazza Piloni alla sua originaria funzione di parco e giardino pubblico, si discuteva da tempo.

Da decenni i bellunesi attendevano un campo sportivo.

Nel progetto si disegnarono, oltre ad un piazzale per il parcheggio e ad un campo regolamentare di calcio, anche anelli e piste a sei corsie per l’atletica leggera, pedane per i salti, una tribuna coperta per 800 persone sotto la quale inserire anche uffici e spogliatoi. Un progetto semplice e conforme ad una popolazione del comune che negli anni ’50 non raggiungeva neppure i 30 mila abitanti. Il giorno dell’inaugurazione, 9 dicembre 1956, assieme alle autorità, tra cui il vescovo mons. Muccin che benedisse l’opera, si assieparono al Polisportivo gli associati dell’A.C. Belluno, gli atleti più anziani dei vari centri sportivi, quelli più giovani (apprezzata fu l’esibizione delle ginnaste della gloriosa Juventus Alpina) e gli allievi delle scuole medie superiori, tutti con la speranza di un futuro migliore per la vita sportiva della città e del suo territorio.

Il nuovo stadio servì poi per le grandi manifestazioni pubbliche di massa e non solo per allenamenti, giochi della gioventù e gare sportive.

Fra l’altro, una lapide sopra la porta d’ingresso ricorda l’incontro di Papa Giovanni Paolo II con i bellunesi, incontro durante il quale fu ricordato Papa Luciani. Era l’agosto del 1979.

 

*Tratto dal libro: “Cent’anni di calcio a Belluno” edito dall’Isbrec nel 2005.
Si ringraziano per i contenuti e le foto il Sig. Roberto Bona e il Sig. Ferruccio Vendramini.