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TANTI AUGURI LIVIO!

6 giugno 2017
TANTI AUGURI LIVIO!

Belluno, 06/06/2017 – In occasione del suo compleanno, ripercorriamo la chrono story sportiva del nostro Vice-Presidente Livio Gallio: dagli esordi come giocatore, la carriera da allenatore fino alla piĂą recente esperienza in gialloblĂą come dirigente.

Originario di Pedavena, dove il padre Tullio era stato maestro elementare e “storico” corrispondente del quotidiano “Il Gazzettino”, dopo la classica trafila giovanile nelle formazioni minori della Feltrese, Livio Gallio iniziò la carriera calcistica di buon livello a Belluno. Nella stagione 1971-72 assieme a compagni di squadra come Orfeo Canton, Zeno Buzzatti, Luciano Bof, Silvano Dell’Osbel, Mario Lazzarin, Gianfranco Tibolla, Silvano Sommacal, Lino Bristot, Aldo Rossi, Claudio Merotto, sotto la severa, paterna guida di un tecnico di spicco quale Narciso Soldan (portiere degli anni ’50 e ’60 in massima serie con Triestina, Inter, Milan e Torino), il giovane Livio conquista in gialloblù il titolo veneto nel Campionato Juniores. In quella nidiata di promesse del calcio gialloblù allevata da Soldan, da Beraldo e poi da Sergio Realini, Gallio spicca presto come uno dei talenti più promettenti e dotati di acume.

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Sul finire del campionato di Serie C 1973-74, quello che vide i “gioielli” Tormen e Bacchin spiccare il grande balzo fra i professionisti, quello giocato alla grande dal Belluno dotato del gioco più effervescente che sia dato ricordare, Livio Gallio vive la grandissima gioia del debutto in prima squadra. Avviene alla trentacinquesima giornata di campionato, al polisportivo, il 26 maggio 1974: Beraldo lo fa alzare dalla panchina per prendere il posto di “Fuffi” Miorandi, forse il giocatore più sfortunato della storia gialloblù. Il non ancora diciannovenne Livio Gallio fa la sua parte e contribuisce al pareggio a reti bianche che il Belluno impone al quotato Mantova di Recchi e Onor, Bertuolo e Martinelli, Zanolla e Turella. Su “Fuorigioco”, due settimane più tardi (nel frattempo il ragazzo di Pedavena ha giocato, da titolare, anche nella trasferta di Vercelli), il debutto di Gallio è premiato con un 6 in pagella e questo commento: “Bisogna considerare un sacco di cose, non ultima che è entrato così, a bruciapelo. Deve indubbiamente farsi le ossa, però l’intelligenza c’è”. Di lì alla fine della stagione Livio colleziona complessivamente quattro gettoni di presenza (tre pareggi e una sconfitta di misura a Monza, nell’ultima giornata), il Belluno chiude undicesimo a 37 punti e 44 reti all’attivo, secondo attacco del campionato dietro l’Udinese.

La stagione successiva, sempre diretto da Eros Beraldo, Gallio, nonostante rimanga fermo 4 mesi per pubalgia,  trova spazio con maggiore continuità tanto che, a fine annata, le sue presenze sono 16. A soli vent’anni il biondino può vantare già 20 partite in Serie C e un futuro roseo davanti a sé. Purtroppo l’estate 1975 è tristissima per i gialloblù: la società viene messa in liquidazione, alcuni dei giocatori più importanti vengono ceduti e solo qualche giorno prima dell’inizio della Coppa Italia si ha la certezza che il Belluno giocherà il campionato di Serie C. I gialloblu, rinnovatissimi nei ranghi e con una rosa dall’età media inferiore a tutte le avversarie, sono affidati a Sergio Realini per un campionato che presto diverrà un calvario. In quella sfortunata stagione in cui il Belluno riuscirà a vincere solo tre partite, le ultime tre casalinghe del torneo (al polisportivo cadono Lecco, Treviso e Pro Vercelli), Livio Gallio si segnala come uno dei più positivi e costanti della truppa saltando solo due delle 38 partite in calendario. In estate, assieme ai compagni Gianfranco Tibolla, Fiorenzo Follador e Luciano Speggiorin, viene trasferito dal Belluno alla Mestrina.

Con gli arancioneri l’interno bellunese disputa quattro campionati, due di Serie D e due di Serie C2 e le presenze totali saranno circa 120. Il bilancio personale di Gallio e quello della sua nuova squadra sono sicuramente positivi: il primo anno, sotto la guida di Elvio Matè, la Mestrina arriva seconda; risultato bissato la stagione successiva con il conseguente approdo nella neo istituita Serie C2, con Dino Moscardo in panchina, Il terzo campionato in arancionero Gallio lo gioca sotto la guida tecnica di Sergio Realini, già conosciuto nelle giovanili e in prima squadra a Belluno. Nel 1979-80, anno condizionato dal servizio militare, allenato da Giorgio Rumignani, conclude l’esperienza alla Mestrina bissando il sesto posto dell’anno precedente in campionato.

Per Livio, a soli 25 anni, è tempo di rientrare alla base. Torna a Belluno nel campionato di Promozione 1980-81. In gialloblù ritrova tanti “vecchi compagni” degli anni d’oro e contribuisce, con l’importante apporto tecnico di Narciso Soldan, il “maestro di Nervesa della Battaglia”, e l’appassionato sostegno di dirigenti come Mario Bino e Settimo Merotto. Nel corso della stagione il Belluno sembra tagliato fuori dalla lotta al vertice, ma grazie ad un superlativo girone di ritorno e al successo per 3-2 di Portogruaro, corona proprio alla trentesima giornata l’inseguimento alla Pievigina. Gialloblù e giallorossi, cui si aggiunge anche il Cittadella per la riforma dei campionati, approdano assieme in Interregionale e poco importa se lo spareggio di Vittorio Veneto per il primo posto premia l’undici solighese.

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Il campionato Interregionale 1981-82 riserva al popolo gialloblù una delle più grosse delusioni che si ricordino. Partiti alla grande, i ragazzi di Francesco Canella crollano letteralmente nella seconda parte di torneo facendo immediato, amaro ritorno in Promozione. Qui, nel torneo 1982-83, Gallio esaurisce la sua esperienza di calciatore del Belluno nel campionato iniziato malissimo (7 partite 0 punti con Anzolin allenatore) e concluso al secondo posto sotto la guida di Nadal. In prima squadra ha disputato 135 incontri di campionato, 56 dei quali in Serie C, 24 in Serie D, 55 in Promozione.

Nella stagione 1983-84 nella veste di allenatore-giocatore vince il campionato di seconda categoria con l’Alpago.

Nella stagione 1985-86 Livio Gallio è protagonista del secondo ritorno alle origini della sua carriera pedatoria. In veste di giocatore-allenatore è chiamato a guidare la Feltrese. Lo fa così bene che i granata vincono il campionato di Seconda categoria a spese della Lamonese di Toni Conte, futuro tecnico del Belluno. Quello di Gallio alla guida della Feltrese è un risultato storico, perché si tratta dell’unica promozione ottenuta sul campo dai granata dal 1975 ad oggi. Gallio ricopre il doppio ruolo anche nel campionato di Prima categoria 1986-87, culminato con il passaggio in Promozione per meriti sportivi.

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Livio Gallio assaporerĂ  il gusto di dirigere la Feltrese in Promozione nella stagione 1994-95, culminata con il terzo posto e la sconfitta ai rigori (3-2) nello spareggio promozione con il Reschigliano. Nel corso dello stentato campionato 1995-96 le strade di Gallio e della Feltrese si separano, definitivamente. Livio porta in alto la ZTLL Sinistra Piave che guida in Prima categoria nel 1996-97 (espugna il polisportivo con un secco 3-1) e anche nella stagione successiva, nella quale sperimenta la marcatura a zona, in un periodo nel quale tutti preferivano la piĂą classica “difesa a uomo”. Dopo qualche anno di pausa per impegni di lavoro sempre piĂą pressanti, nel 2012-13, cede alle richieste di Perissinotto e Lazzari ed entra nel Cda del Calcio Belluno; Ricopre il ruolo di direttore generale del Belluno, club che ha guidato come Presidente nel biennio 2013-2015 e come vice presidente fino ad oggi.