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FUORIGIOCO: IL PASSATO CHE RITORNA

23 febbraio 2015
FUORIGIOCO: IL PASSATO CHE RITORNA

Belluno, 23/02/2015 – In occasione della partitissima fra l’Ital-lenti Belluno e i Biancoscudati Padova, sfida di cartello della ventiquattresima giornata del campionato di Serie D, abbiamo deciso di riproporvi integralmente l’articolo che “Fuorigioco”, il grandissimo papà di quello attuale, dedicò alla partita Belluno – Padova del campionato di Serie C 1971-1972. Il giornale gialloblù, datato 23 gennaio 1972, era al terzo numero del secondo anno di pubblicazioni ed una copia costava 100 lire.

MENU’: BRODO DI GALLINA!

Numero speciale. In arrivo i biancoscudati patavini; per il Belluno… MENU’: BRODO DI GALLINA! Liquidata anche la Solbiatese, al Polisportivo un altro nome illustre – Ma i blasoni non fanno più paura – La mitragliera del Padova (secondo attacco del girone con 26 reti all’attivo) azionata dal capocannoniere Boscolo – Bloccare assolutamente Filippi – Per la partita si è scomodato pure il Totocalcio: siamo in schedina.

Un pomeriggio freddo, due rughe scavano il volto del Polisportivo: aria di neve, Imbianca difatti per dire che è inverno. Il Belluno rivolta la giacca lisa indossata a Tortona: il taglio è moderno, sobrio. Veste leggerino la Solbiatese: finisce, mi dico, che anche i nerazzurri si beccano il raffreddore. Dev’essere per via di certe correnti d’aria del Polisportivo: i “signori” della bassa non ci sono abituati. Mi dicono che anche il Lecco, l’Udinese e la Cremonese hanno avvertito dei brividi. Mali di stagione, niente paura: da noi basta un paio di aspirine. Però è un inverno lungo ed inclemente quello bellunese. Dicevo della Solbiatese che ha preso un bel colpo di freddo: inappetenza, stanchezza, senso di apatia. C’è in giro un’influenza strana. Il Belluno, per esempio, ha avuto febbre altissima a Venezia; su ben in piedi con la Cremonese e poi una netta ricaduta a Tortona. Trapanelli, allenatore della Solbiatese, giura che i gialloblù si sono messi definitivamente in sesto.

Toh, Canella è di nuovo bianco e rosso, la salute in persona. Ha voglia di far mattane il capitano: colape del colore (il nero-azzurro della Solbiatese); ricordi di gioventù. Inferrera ci sta subito: un passaggio dosato, una “bomba” e la Solbiatese salta per aria. Le birichinate gialloblù cominciano a far scalpore. Adesso il Belluno, discolaccio, finisce sulla schedina totocalcio: non puoi perderlo d’occhio un minuto e guarda cosa va a combinarti! E tutto per l’ambizione di sentirsi nominare da Pigna, alla Domenica Sportiva.

Undici gallinelle padovane nel cortile gialloblù. Bianche, paffute, una bella cresta. Me le farei bollite o arroste. Certo, certo, il pollaio dello scorso anno era un’altra cosa: gallo-Zandoli (il goleador ceduto alla Reggiana) sì che era un re autoritario. Frisoni, il nuovo arrivato, deve mangiarne di becchime… Sono, però, pollastre tirate su con cibi genuini. Un allevamento, il Padova, che ha una tradizione, una storia, fra le più fulgide: l’indimenticabile manipolo di Nereo Rocco, gli Scagnellato, gli Azzini, i Brighenti, gli Hamrin, i Rosa.

Non è lecito, epperò, vivere di ricordi: pensa al bilancio il presidente Boldrin, mentre l’allenatore Elvio Matè (con il suo braccio destro Gastone Zanon) cerca di far quadrare i conti tecnici. Tanto parsimoniosi all’Appiani, i biancoscudati, e tanto spendaccioni in trasferta. A destra e a manca le tiratine di orecchi del trainer. Sta in porta Buso (preferito a Galassi) con sufficiente rendimento, seppur so di qualche incertezza nella presa; l’estrema sinistra toccherebbe a Panisi che però è fuori dalla partita con l’Udinese (botta ad una gamba); lo sostituisce, caso mai, Marin che in genere fa lo stopper. Dalla parte opposta agisce Freddi, buon interditore; il giovane Grava (o Marin, se l’anziano gatti andrà a fare il terzino) se la cava egregiamente in veste di stopper, ben protetto alle spalle dal libero Chiodi. Farà muro a centrocampo il Padova, ne sono certo: Collavini (n. 4) è un propulsore eccezionale, però in fase difensiva non offre marcatura mordente; il “prof.” Fraschini tesse con la classe e l’esperienza ben note, ma con possibilità dinamiche limitate dall’età; sicchè ripiega “Pippo” Filippi per portar acqua a tutto campo. E’ lui, il capellone, il motorino del Padova. Goleador Modonese in tribuna? E’ anche probabile: “Mody” mi dicono è… innamorato e non gira a dovere e poi, sempre per via di infoltire la zona nevralgica, sarebbe meglio dal Pozzolo (o enigma Frisoni?). Tombolato e Boscolo – semprechè Matè decida di rompere il tandem chioggiotto Boscolo – Modonese – le due punte fisse; tranne, s’intende, i soliti inserimenti di Filippi.

Son proprio curioso di vedere se le brave gallinelle si faranno mettere in pentola. Può anche succedere. Prepariamo dunque il calderone, accendiamo il fuoco per un altro pomeriggio di tifo eccezionale. Sant’Antonio ha sempre benedetto il cammino bellunese!

Le probabili formazioni. Belluno: Bubacco, Cecco, Grion, Flaborea (Da Rold), Cerantola, Zampieri (Tesan), Gagliazzo (Gaiotti), Canella, Inferrera, Mantiero, Rigo, 12 Benatti, 13 Argenta. Padova: Buso, Marin, Freddi, Collavini, Grava, Dal Pozzolo (Gatti), Tombolato, Barbierato (Dal Pozzolo), Boscolo, Fraschini, Filippi, 12 Galassi,. 13 Frisoni.

Ciao Alberto. Se ne è andato il 17 febbraio, a settant’anni da poco compiuti. Alberto Coramini, padovano di Maserà, ex difensore della Juventus, aveva chiuso la sua onesta carriera pedatoria giocando con il Padova (in serie C dal 1972 al 1976, 123 presenze e 7 reti) e con il Belluno di cui era stato capitano (in serie D dal 1976 al 1978, 53 presenze e 6 reti). Uno dei tanti ex in comune fra le due squadre che non c’è più.